Al Vinitaly connubio tra i vini bellunesi e il dop Piave

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Un brindisi con i vini bellunesi abbinati al formaggio dop Piave. Sarà un connubio d’eccezione quello che sarà presentato martedì 17 aprile, alle 12, al Vinitaly 2018 che si svolgerà a Verona. Nello stand di Confagricoltura (padiglione 9 area D) si svolgerà un incontro con enologi, giornalisti e addetti del settore per dare risalto alla realtà vitivinicola della provincia bellunese, che nel solco di un’antica tradizione sta riscoprendo il proprio potenziale enologico, con i vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al terroir e al clima dolomitico.

 

agricoltura vinitaly

 

A introdurre l’incontro sarà Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di tutela Coste del Feltrino, seguito dall’intervento di Giampaolo Ciet, presidente di Piwi Veneto (viti resistenti) e da Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno. Guarnieri parlerà della rinascita della viticoltura bellunese, zona di grande produzione di vino soprattutto nel Feltrino, fino alla prima metà del Novecento, con 80.000 ettolitri annui, un patrimonio disperso a causa della guerra e della filossera. “Le aziende sopravvissute hanno ricominciato a sviluppare varietà autoctone come Bianchetta, Pavana, Gata, Turca e alcune varietà internazionali che stanno dando buoni risultati nel nostro territorio, simile al Trentino, come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni bianco – spiega Guarnieri -.  Le 11 aziende del consorzio, nato nel 2015, coltivano 20 ettari di vite per 1.200 ettolitri di vino all’anno, e altri 20 ettari entreranno in produzione nei prossimi anni. Il nostro è un progetto ambizioso di creare vini che si sposino in maniera sinergica con i prodotti tipici del territorio di montagna. Il mercato sta rispondendo bene, sia in Europa che oltreoceano. Siamo pronti a chiedere una doc: abbiamo fatto studi storici e ampelografici, che presto saranno ufficializzati, da cui emerge un’identità precisa, che rappresenta tutti i caratteri per poter chiedere una denominazione”.

 

Al Vinitaly saranno presentati i vini Granpasso (Teroldego) dell’azienda Pian Delle Vette, già vincitore di alcuni premi; il Vanduja Rosso (Pavana) della società agricola De Bacco; il Pustern bianco (bianco sur lie e Pinot bianco) dell’azienda agricola Bonan; l’Ombra del Cin (Traminer aromatico e incrocio Manzoni) dell’azienda agricola Guarnieri e il Derù (bianco spumante brut metodo Martinotti e vitigno Solaris) della Tenuta Croda Rossa, che fa parte dei vigneti resistenti risultato dell’incrocio tra la vite europea e quella americana di nuova generazione, in grado di difendersi da soli dai parassiti senza l’utilizzo della chimica.

 

“La nostra è una viticoltura che sta cercando di crearsi una nicchia nel mercato – sottolinea Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno -, proponendo vini con profumi particolari, legati al territorio alpino e alla sua peculiarità. Sono vini che stanno ottenendo consensi in giro per il mondo. Nel grande universo del vino possiamo ritagliarci un nostro spazio, ma solo se sapremo lavorare in squadra. Ecco il perché del consorzio e dell’obiettivo di ottenere una doc”.

 

Secondo i dati di Veneto Agricoltura relativi alla vendemmia 2017, nel Bellunese ci sono 167,67 ettari di superficie vitata, in gran parte a bacca bianca. Le aziende vitivinicole sono 96, con una media di 1,54 ettari di media. In crescita la varietà Glera, con 46,94 ettari (+ 14,27%), lo Chardonnay con 19,84 (+ 4,4%) e il Pinot Grigio con 11,27 (+ 8,30%).

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